1 Gennaio 125, Terza Era, ore 19.05
Alanis GrinaërAlanis entrò nella Sala Grande ormai stipata di Cacciatori e Guardiani. Nonostante la curiosità dipinta su tutti i volti, non un bisbiglio turbava la pesante cappa di silenzio che gravava sulla sala. Alanis si fermò in fondo alla sala. I Guardiani presero posto negli scranni in fondo alla sala, sempre in silenzio. Si aprì una porta laterale ed entrò il Maestro dell'Ordine. I Guardiani si alzarono in piedi e lo salutarono con un inchino, imitati dai cacciatori. Il Maestro si sedette sul proprio scranno, collocato al centro degli altri, e annunciò con voce grave:
- Quest'oggi è successo un grave fatto. Glahir, una Vedetta, è scomparso. Abbiamo ragione di pensare che abbia visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere vicino al Muro e che sia stato scoperto. Le tracce lasciano intuire che abbia cercato di scappare fino ad una piccola altura vicino al muro ma che lì la sua corsa sia finita. È stato ferito e trasportato fino al Muro: ci sono tracce di sangue sull'erba e le impronte che si allontanano dall'altura alla muraglia sono più pesanti delle altre. Abbiamo trovato anche traccia di una pozione per fermare le emorraggie sul prato, vicino al sangue. È chiaro che il vampiro che l'ha catturato lo vuole vivo. Non sappiamo se Glahir sia stato portato a Palazzo per essere interrogato o sia divenuto il pasto di quelle disgustose belve in forma umana. Ma dobbiamo scoprirlo e fare di tutto per salvarlo. Mi consulterò adesso con i Guardiani ed essi mi indicheranno un Cacciatore a cui affidare la missione. - Il Maestro si interruppe e fece cenno ai Guardiani di parlare. Il Guardiano seduto più lontano, sulla sinistra, si alzò in piedi e, dopo un attimo di silenzio, disse:
- Io nomino Lathlas Maveris. -
Un ragazzo vicino ad Alanis strinse le labbra e impallidì, ma cercò di mantenere un certo contegno. Alanis provò pena per lui. Era una missione rischiosissima e il ragazzo non sembrava entusiasta che la scelta fosse caduta su di lui.
- Io nomino Alanis Grinaër. -
Era stata la Guardiana a cui era stata affidata a parlare. Alanis fu colta di sorpresa. Non si aspettava di essere scelta, ma non provava paura. Anzi. Era desiderosa di uscire dall'Accademia e di poter mettere alla prova le sue capacità.
- Se nessun' altro vuole candidare un Cacciatore, si passi ai voti. - annunciò il Mestro. - Alzi la mano chi vuole affidare la missione a Lathlas Maveris. - Dieci mani si alzarono a queste parole. - Per Alanis Grinaër ora. - aggiunse il Maestro dopo aver contato i voti. Le restanti venti braccia si levarono.
- Alanis Grinaër, sei stata scelta per condurre a termine questa missione. - disse il Maestro. Alanis avanzò tra la folla che le fece ala, osservandola con un misto di ammirazione e di pena. La ragazza si trovò di fronte all'uomo.
- Sommo Maestro, è per me un grande onore accettare la missione. - rispose inchinandosi profondamente. Il Maestro annuì. - Il Guardiano affidato al tuo gruppo di darà le informazioni di cui necessiti. Partirai questa sera stessa. Torna con il tuo compagno, o muori combattendo nel tentativo. È tutto. - disse gravemente, e si alzò, sciogliendo la seduta.
Alanis si avvicinò alla sua Guardiana. Questa la condusse nel suo alloggio, dove le consegnò una pianta minuziosa della parte di Darahal occupata dai vampiri e una lista da consegnare alle cucine per farsi dare delle provviste per il viaggio. Poi la congedò, dicendole poche parole:
- Alanis, tu sei una straordinaria guerriera e io sono certa che ritornerai vittoriosa. Ma ti darò questo consiglio: cerca di dominare le tue emozioni, non lasciare che sia la rabbia a guidare il tuo pensiero. Io conosco ciò che ti è successo - aggiunse guardandola negli occhi e osservando la scintilla di dolore che vi era comparsa - ma devi essere forte. Promettilo. -
- Lo farò. - rispose la ragazza. - Non disonorerò l'Ordine, ve lo prometto. - Si inchinò e scese nelle cucine, dove le furono consegnate poche frugali provviste. Avrebbe dovuto viaggiare leggera. L'attendeva un lungo viaggio.
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